Da alcuni mesi a Firenze sono state fatte fare sui marciapiedi vari tipi di scritte, che mettono in guardia dal fare varie attività illegali.Sotto ne vedete alcuni esempi:
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Non acquistare da venditori illegali |
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Non lasciare rifiuti ingombranti in strada |
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Se non pulisci gli escrementi del tuo cane l'animale sei tu e rischi una multa da 160 Euro |
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Tutti quelli che passano di lì, esclamano: E' una cagata pazzesca! Quanto ha incassato il comune di Firenze per esporre un "opera" del genere? |
Camera, portaborse in rivolta: «Stufi di lavorare in nero»
Stufi di lavorare in nero. Talmente in nero che c'è chi li chiama collaboratori parlamentari, portaborse, chi segretari, chi addetti stampa. Questa mattina alla Camera, i portaborse sono scesi (idealmente) in piazza. Indicendo una conferenza stampa per dire basta.
Ad oggi funziona più o meno così: che il rapporto tra il politico e il collaboratore è esclusivamente
riconducile ad una trattativa tra le parti. Il che significa che c'è chi guadagna un tot e chi viene
pagato a nero, c'è chi ha un contratto di lavoro subordinato e chi un lavoro a chiamata, c'è chi può
contare sul pagamento degli oneri previdenziali e chi no. Ora, però dicono basta, appunto, e chiedono che il Parlamento italiano «cacci fuori tutti questi angoli grigi» e che il sistema sia regolamentato.
«Perchè questo vuol dire - ha spiegato in conferenza stampa Riccardo Malavasi, presidente dell'associazione italiana collaboratori parlamentari - investire sulla democrazia e non percorrere la strada
dell'antipolitica».
«Ad oggi è impossibile finanche sapere quanti siamo - ha detto Malavasi - e in un sistema non
regolamentato si possono creare irregolarità di lavoro. Noi non possiamo accedere alla Camera e al
Senato, non possiamo accedere e seguire le commissioni parlamentari, tutte cose che rendono il lavoro meno professionale».
«Sono stati approvati degli odg al bilancio 2013 e 2014; la commissione Lavoro ha iniziato l'analisi di disegni di legge ma la strada non ha funzionato - ha approvato - Una proposta di legge è stata approvata alla Camera ma poi si è fermata al Senato. Insomma nessuna risposta per una questione che gli uffici di Presidenza potrebbero risolvere».
Ed oggi una prima risposta è arrivata da Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro della Camera, che ha assistito alla conferenza
stampa. «In commissione Lavoro la proposta è già incardinata - spiega - ho sospeso tutto in attesa dei
decreti attuativi dei jobs act. Appena arriveranno, penso tra 15 giorni, riprenderemo l'iter già
incardinato. Incontriamoci ma ho abbastanza fiducia che si vada avanti».
Fonte
Commento di Oliviero Mannucci: Che ne dice Nardella? La mettiamo qualche scritta sui marciapiedi che vieta di assumere porta borse a nero. O che vieta ai comuni di fare una miriade di consulenze inutili, per finanziare sottobanco il partito? Anche tutto ciò è illegale, ma chi ci governa a livello nazionale e locale continua a farlo. Che vergogna!
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