giovedì 14 giugno 2018

Il regno di Satana si e' palesato ed e' sceso in terra!




QUANDO UN PONTEFICE o vescovo chiunque sia, aderisce e non impedisce ad un suo alto esponente della città del Vaticano di andare ad una riunione di massoni, Illuminati, significa che non si può più considerarlo ne vescovo ne pontefice, ma un traditore di Cristo:
quello che è peggio che una parte del clero lo ammette ancora, gli consente ancora di essere riconosciuto e lodato e quasi venerato dal popolo stesso, tutti coloro che agiscono in questo modo dando ancora credito a Bergoglio non sono più essi stessi credenti ma dei millantatori di una falsa verità, e preferiscono sottostare ad un falso papa, piuttosto che rispettare la legge che sta solo in Cristo. 
Alcuni dei partecipanti alla riunione segreta del Bilderberg





Nel momento in cui il cardinale di stato Parolin ha deciso di recarsi alla riunione segreta del Bilderberg tenutasi a Torino, e Bergoglio non gliel'ha impedito con la sua autorità, anzi lo ha anche benedetto, significa che Bergoglio è tecnicamente contro Cristo. Non servono scuse per dire che questo è un falso maestro o profeta, eppure i veggenti Medjugorie dissero o meglio fecero dire dalla Madre di Cristo che questo era il suo papa, ma come la Madonna che sa bene quale sia la verità dice che Bergoglio è il suo papa, quando frequenta la massoneria e ne prende da essa ordini e li da pure? Allora chi sono questi veggenti veri o falsi o anch'essi fanno parte del medesimo sistema di cose?
Voglio ricordare una cosa che disse Gesù: "..di tutti i peccati che esistono anche le bestemmie contro il Padre e il Figlio vi saranno perdonati, ma non il peccato contro lo Spirito Santo" cari veggenti che siete insipienti, ve lo dico chiaramente oramai il tempo di tacere è finito, dire che la madre di Dio, ha detto che un pontefice che frequenta e sostiene la massoneria, è un voluto e benedetto da Lei è bestemmiare contro lo Spirito Santo, perchè Dio non direbbe mai ad un suo angelo va da satana e sentiamo cosa ha da dirmi, voi avete fatto proprio questo, avete fatto credere a tutto il mondo che Bergoglio fosse stato mandato da Dio e fosse stato Dio a mandarlo per il bene di tutti, quando la verità è che ve lo siete inventato di sana pianta. La Madre di Dio parla per volontà di Dio e porta il pensiero di Dio, quindi come dice Gesù il Dio vivente .."...come può satana essere contro satana, cioè diviso in se stesso? " non parlate per volontà vostra facendo passare le vostre parola come se fossero parole della Madre di dio, quando sono solo vostre, perchè quanto fate, corrisponde a mettervi al posto di Dio e quindi far il peccato contro lo Spirito Santo. 
Guardate il vostro Bergoglio fa partecipare ad una riunione di satanisti il cardinale di stato Parolin, come se satana fosse diventato oggi il principale motivo dell'esistenza del mondo, tanto da prendere ordini, e poi dite che la Madonna lo ha voluto e benedetto? Un vescovo travestito di bianco che vuole portare l'islam nel mondo e spinge che il cristianesimo venga livellato, annullato e annichilito, con la sua astuta catechesi fatta di mezze verità fatte passare come vere verità, e voi lo avete anche aiutato, bravi, veramente bravi, complimenti. 

14 paesi africani costretti a pagare tassa coloniale alla Francia e poi vengono a fare la morale a noi...

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Sapevate che molti paesi africani continuano a pagare una tassa coloniale alla Francia dalla loro indipendenza fino ad oggi?


Quando Sékou Touré della Guinea decise nel 1958 di uscire dall’impero coloniale francese, e optò per l’indipendenza del paese, l’elite coloniale francese a Parigi andò su tutte le furie e, con uno storico gesto, l’amministrazione francese della Guinea distrusse qualsiasi cosa che nel paese rappresentasse quelli che definivano i vantaggi della colonizzazione francese.
Tremila francesi lasciarono il paese, prendendo tutte le proprietà e distruggendo qualsiasi cosa che non si muovesse: scuole, ambulatori, immobili dell’amministrazione pubblica furono distrutti; macchine, libri, strumenti degli istituti di ricerca, trattori furono sabotati; i cavalli e le mucche nelle fattorie furono uccisi, e le derrate alimentari nei magazzini furono bruciate o avvelenate.
L’obiettivo di questo gesto indegno era quello di mandare un messaggio chiaro a tutte le altre colonie che il costo di rigettare la Francia sarebbe stato molto alto.
Lentamente la paura serpeggiò tra le elite africane e nessuno dopo gli eventi della Guinea trovò mai il coraggio di seguire l’esempio di Sékou Touré, il cui slogan fu “Preferiamo la libertà in povertà all’opulenza nella schiavitù.”Sylvanus Olympio, il primo presidente della Repubblica del Togo, un piccolo paese in Africa occidentale, trovò una soluzione a metà strada con i francesi. Non voleva che il suo paese continuasse ad essere un dominio francese, perciò rifiutò di siglare il patto di continuazione della colonizzazione proposto da De Gaule, tuttavia si accordò per pagare un debito annuale alla Francia per i cosiddetti benefici ottenuti dal Togo grazie alla colonizzazione francese. Era l’unica condizione affinché i francesi non distruggessero prima di lasciare.Tuttavia, l’ammontare chiesto dalla Francia era talmente elevato che il rimborso del cosiddetto “debito coloniale” si aggirava al 40% del debito del paese nel 1963. La situazione finanziaria del neo indipendente Togo era veramente instabile, così per risolvere la situazione, Olympio decise di uscire dalla moneta coloniale francese FCFA (il franco delle colonie africane francesi), e coniò la moneta del suo paese. Il 13 gennaio 1963, tre giorni dopo aver iniziato a stampare la moneta del suo paese, uno squadrone di soldati analfabeti appoggiati dalla Francia uccise il primo presidente eletto della neo indipendente Africa. Olympio fu ucciso da un ex sergente della Legione Straniera di nome Etienne Gnassingbeche si suppone ricevette un compenso di $612 dalla locale ambasciata francese per il lavoro di assassino. Il sogno di Olympio era quello di costruire un paese indipendente e autosufficiente. Tuttavia ai francesi non piaceva l’idea. Il 30 giugno 1962, Modiba Keita , il primo presidente della Repubblica del Mali, decise di uscire dalla moneta coloniale francese FCFA imposta a 12 neo indipendenti paesi africani. Per il presidente maliano, che era più incline ad un’economia socialista, era chiaro che il patto di continuazione della colonizzazione con la Francia era una trappola, un fardello per lo sviluppo del paese. Il 19 novembre 1968, proprio come Olympio, Keita fu vittima di un colpo di stato guidato da un altro ex soldato della Legione Straniera francese, il luogotenente Moussa Traoré. Infatti durante quel turbolento periodo in cui gli africani lottavano per liberarsi dalla colonizzazione europea, la Francia usò ripetutamente molti ex legionari stranieri per guidare colpi di stato contro i presidente eletti:
– Il 1 gennaio 1966, Jean-Bédel Bokassa, un ex soldato francese della legione straniera, guidò un colpo di stato contro David Dacko, il primo presidente della Repubblica Centrafricana.
– Il 3 gennaio 1966, Maurice Yaméogo, il primo presidente della Repubblica dell’Alto Volta, oggi Burkina Faso, fu vittima di un colpo di stato condotto da Aboubacar Sangoulé Lamizana, un ex legionario francese che combatté con i francesi in Indonesia e Algeria contro le indipendenze di quei paesi.
– il 26 ottobre 1972, Mathieu Kérékou che era una guardia del corpo del presidente Hubert Maga, il primo presidente della Repubblica del Benin, guidò un colpo di stato contro il presidente, dopo aver frequentato le scuole militari francesi dal 1968 al 1970.
Negli ultimi 50 anni un totale di 67 colpi di stato si sono susseguiti in 26 paesi africani, 16 di quest’ultimi sono ex colonie francesi, il che significa che il 61% dei colpi di stato si sono verificati nell’Africa francofona.
Numero dei Colpi di stato in Africa per paese
Ex colonie francesi
Altri paesi africani
Paese
Numero di colpi di stato
Paese Numero di colpi di stato
Togo 1 Egitto 1
Tunisia 1 Libia 1
Costa d’Avorio 1 Guinea Equatoriale 1
Madagascar 1 Guinea Bissau 2
Rwanda 1 Liberia 2
Algeria 2 Nigeria 3
Congo – RDC 2 Etiopia 3
Mali 2 Uganda 4
Guinea Conakry 2 Sudan 5
SUB-TOTALE 1 13 
Congo 3 
Ciad 3 
Burundi 4 
Repubblica centrafricana 4 
Niger 4 
Mauritania 4 
Burkina Faso 5 
Comores 5 
SUB-TOTAL 2 32 
TOTAL (1 + 2) 45 TOTALE 22
Come dimostrano questi numeri, la Francia è abbastanza disperata ma attiva nel tenere sotto controllo le sue colonie, a qualsiasi prezzo, a qualsiasi condizione.
Nel marzo del 2008, l’ex presidente francese Jacques Chirac disse:
“Senza l’Africa, la Francia scivolerebbe a livello di una potenza del terzo mondo”
Il predecessore di Chirac, François Mitterand già nel 1957 profetizzava che:
“Senza l’Africa, la Francia non avrà storia nel 21mo secolo”
Proprio in questo momento mentre scrivo quest’articolo, 14 paesi africani sono costretti dalla Francia, attraverso un patto coloniale, a depositare l’85% delle loro riserve di valute estere nella Banca centrale francese controllata dal ministero delle finanze di Parigi. Finora, 2014, il Togo e altri 13 paesi africani dovranno pagare un debito coloniale alla Francia. I leader africani che rifiutano vengono uccisi o restano vittime di colpi di stato. Coloro che obbediscono sono sostenuti e ricompensati dalla Francia con stili di vita faraonici mentre le loro popolazioni vivono in estrema povertà e disperazione.
E’ un sistema malvagio denunciato dall’Unione Europea, ma la Francia non è pronta a spostarsi da quel sistema coloniale che muove 500 miliardi di dollari dall’Africa al suo ministero del tesoro ogni anno.
Spesso accusiamo i leader africani di corruzione e di servire gli interessi delle nazioni occidentali, ma c’è una chiara spiegazione per questo comportamento. Si comportano così perché hanno paura di essere uccisi o di restare vittime di un colpo di stato. Vogliono una nazione potente che li difenda in caso di aggressione o di tumulti. Ma, contrariamente alla protezione di una nazione amica, la protezione dell’occidente spesso viene offerta in cambio della rinuncia, da parte di quei leader, di servire il loro stesso popolo e i suoi interessi.
I leader africani lavorerebbero nell’interesse dei loro popoli se non fossero continuamente inseguiti e provocati dai paesi colonialisti.
Nel 1958, spaventato dalle conseguenze di scegliere l’indipendenza dalla Francia, Leopold Sédar Senghor dichiarò: “La scelta del popolo senegalese è l’indipendenza; vogliono che ciò accada in amicizia con la Francia, non in disaccordo.”
Da quel momento in poi la Francia accettò soltanto un’ “indipendenza sulla carta” per le sue colonie, siglando “Accordi di Cooperazione”, specificando la natura delle loro relazioni con la Francia, in particolare i legami con la moneta coloniale francese (il Franco), il sistema educativo francese, le preferenze militari e commerciali.
Qui sotto ci sono le 11 principali componenti del patto di continuazione della colonizzazione dagli anni 50:
#1. Debito coloniale a vantaggio della colonizzazione francese
I neo “indipendenti” paesi dovrebbero pagare per l’infrastruttura costruita dalla Francia nel paese durante la colonizzazione.
Devo ancora trovare tutti i dati specifici circa le somme, la valutazione dei benefici della colonizzazione e i termini di pagamento imposti ai paesi africani, ma ci stiamo lavorando (aiutaci con più info).
#2. Confisca automatica delle riserve nazionali
I paesi africani devono depositare le loro riserve monetarie nazionali nella Banca centrale francese.
La Francia detiene le riserve nazionali di quattordici paesi africani dal 1961: Benin, Burkina Faso, Guinea-Bissau, Costa d’Avorio, Mali, Niger, Senegal, Togo, Camerun, Repubblica Centrafricana, Ciad, Congo-Brazzaville, Guinea Equatoriale e Gabon.
“La politica monetaria che governa un gruppo di paesi così diversi non è complicato perché, di fatto, è decisa dal ministero del Tesoro francese senza rendere conto a nessuna autorità fiscale di qualsiasi paese che sia della CEDEAO [la comunità degli stati dell’Africa occidentale] o del CEMAC [Comunità degli stati dell’Africa centrale]. In base alle clausole dell’accordo che ha fondato queste banche e il CFA, la Banca Centrale di ogni paese africano è obbligata a detenere almeno il 65% delle proprie riserve valutarie estere in un “operations account” registrato presso il ministero del Tesoro francese, più un altro 20% per coprire le passività finanziarie.
Le banche centrali del CFA impongono anche un tappo sul credito esteso ad ogni paese membro equivalente al 20% delle entrate pubbliche dell’anno precedente. Anche se la BEACe la BCEAO hanno un fido bancario col Tesoro francese, i prelievi da quel fido sono soggetti al consenso dello stesso ministero del Tesoro. L’ultima parola spetta al Tesoro francese che ha investito le riserve estere degli stati africani alla borsa di Parigi a proprio nome.
In breve, più dell’ 80% delle riserve valutarie straniere di questi paesi africani sono depositate in “operations accounts” controllati dal Tesoro francese. Le due banche CFA sono africane di nome, ma non hanno una politica monetaria propria. Gli stessi paesi non sanno, né viene detto loro, quanto del bacino delle riserve valutarie estere detenute presso il ministero del Tesoro a Parigi appartiene a loro come gruppo o individualmente.
Gli introiti degli investimenti di questi fondi presso il Tesoro francese dovrebbero essere aggiunti al conteggio ma non c’è nessuna notizia che venga fornita al riguardo né alle banche né ai paesi circa i dettagli di questi scambi. Al ristretto gruppo di alti ufficiali del ministero del Tesoro francese che conoscono le cifre detenute negli “operations accounts”, sanno dove vengono investiti questi fondi e se esiste un profitto a partire da quegli investimenti, viene impedito di parlare per comunicare queste informazioni alle banche CFA o alle banche centrali degli stati africani.” Scrive Dr. Gary K. Busch
Si stima che la Francia detenga all’incirca 500 miliardi di monete provenienti dagli stati africani, e farebbe qualsiasi cosa per combattere chiunque voglia fare luce su questo lato oscuro del vecchio impero.
Gli stati africani non hanno accesso a quel denaro.
La Francia permette loro di accedere soltanto al 15% di quel denaro all’anno. Se avessero bisogno di più, dovrebbero chiedere in prestito una cifra extra dal loro stesso 65% da Tesoro francese a tariffe commerciali.
Per rendere le cose ancora peggiori, la Francia impone un cappio sull’ammontare di denaro che i paesi possono chiedere in prestito da quella riserva. Il cappio è fissato al 20% delle entrate pubbliche dell’anno precedente. Se i paesi volessero prestare più del 20% dei loro stessi soldi, la Francia ha diritto di veto.
L’ex presidente francese Jacques Chirac ha detto recentemente qualcosa circa i soldi delle nazioni africane detenuti nelle banche francesi. Questo qui sotto è un video in cui parla dello schema di sfruttamento francese. Parla in francese, ma questo è un piccolo sunto: “Dobbiamo essere onesti e riconoscere che una gran parte dei soldi nelle nostre banche provengono dallo sfruttamento del continente africano.”
#3. Diritto di primo rifiuto su qualsiasi materia prima o risorsa naturale scoperta nel paese
La Francia ha il primo diritto di comprare qualsiasi risorsa naturale trovate nella terra delle sue ex colonie. Solo dopo un “Non sono interessata” della Francia, i paesi africani hanno il permesso di cercare altri partners.
#4. Priorità agli interessi francesi e alle società negli appalti pubblici
Nei contratti governativi, le società francesi devono essere prese in considerazione per prime e solo dopo questi paesi possono guardare altrove. Non importa se i paesi africani possono ottenere un miglior servizio ad un prezzo migliore altrove.
Di conseguenza, in molte delle ex colonie francesi, tutti i maggiori asset economici dei paesi sono nelle mani degli espatriati francesi. In Costa d’Avorio, per esempio, le società francesi possiedono e controllano le più importanti utilities – acqua, elettricità, telefoni, trasporti, porti e le più importanti banche. Lo stesso nel commercio, nelle costruzioni e in agricoltura.
Infine, come ho scritto in un precedente articolo, Africans now Live On A Continent Owned by Europeans! [Gli africani ora vivono in un continente di proprietà degli europei !]
#5. Diritto esclusivo a fornire equipaggiamento militare e formazione ai quadri militari del paese
Attraverso un sofisticato schema di borse di studio e “Accordi di Difesa” allegati al Patto Coloniale, gli africani devono inviare i loro quadri militari per la formazione in Francia o in strutture gestite dai francesi.
La situazione nel continente adesso è che la Francia ha formato centinaia, anche migliaia di traditori e li foraggia. Restano dormienti quando non c’è bisogno di loro, e vengono riattivati quando è necessario un colpo di stato o per qualsiasi altro scopo!
#6. Diritto della Francia di inviare le proprie truppe e intervenire militarmente nel paese per difendere i propri interessi
In base a qualcosa chiamato “Accordi di Difesa” allegati al Patto Coloniale, la Francia ha il diritto di intervenire militarmente negli stati africani e anche di stazionare truppe permanentemente nelle basi e nei presidi militari in quei paesi, gestiti interamente dai francesi.
Basi militari francesi in Africa
Quando il presidente Laurent Gbagbo della Costa d’Avorio cercò di porre fine allo sfruttamento francese del paese, la Francia ha organizzato un colpo di stato. Durante il lungo processo per estromettere Gbagbo, i carri armati francesi, gli elicotteri d’attacco e le forze speciali intervennero direttamente nel conflitto sparando sui civili e uccidendone molti.
Per aggiungere gli insulti alle ingiurie, la Francia stima che la business community francese abbia perso diversi milioni di dollari quando, nella fretta di abbandonare Abidjan nel 2006, l’esercito francese massacrò 65 civili disarmati, ferendone altri 1200.
Dopo il successo della Francia con il colpo di stato, e il trasferimento di poteri ad Alassane Outtara, la Francia ha chiesto al governo Ouattara di pagare un compenso alla business community francese per le perdite durante la guerra civile.
Il governo Ouattara, infatti, pagò il doppio delle perdite dichiarate mentre scappavano.
#7. Obbligo di dichiarare il francese lingua ufficiale del paese e lingua del sistema educativo
Oui, Monsieur. Vous devez parlez français, la langue de Molière! [Sì, signore. Dovete parlare francese, la lingua di Molière!]
Un’organizzazione per la diffusione della lingua e della cultura francese chiamata “Francophonie” è stata creata con diverse organizzazioni satellite e affiliati supervisionati dal Ministero degli esteri francese.
Come dimostrato in quest’articolo, se il francese è l’unica lingua che parli, hai accesso al solo 4% dell’umanità, del sapere e delle idee. Molto limitante.
#8. Obbligo di usare la moneta coloniale francese FCFA
Questa è la vera mucca d’oro della Francia, tuttavia è un sistema talmente malefico che finanche l’Unione Europea lo ha denunciato. La Francia però non è pronta a lasciar perdere il sistema coloniale che inietta all’incirca 500 miliardi di dollari africani nelle sue casse.
Durante l’introduzione dell’Euro in Europa, altri paesi europei scoprirono il sistema di sfruttamento francese. Molti, soprattutto i paesi nordici, furono disgustati e suggerirono che la Francia abbandoni quel sistema. Senza successo.
#9. Obbligo di inviare in Francia il budget annuale e il report sulle riserve
Senza report, niente soldi.
In ogni caso il ministero della Banche centrali delle ex colonie, e il ministero dell’incontro biennale dei ministri delle finanze delle ex colonie è controllato dalla Banca Centrale francese/Ministero del Tesoro.
#10. Rinuncia a siglare alleanze militari con qualsiasi paese se non autorizzati dalla Francia
I paesi africani in genere sono quelli che hanno il minor numero di alleanze militari regionali. La maggior parte dei paesi ha solo alleanze militari con gli ex colonizzatori! (divertente, ma si può fare di meglio!).
Nel caso delle ex colonie francesi, la Francia proibisce loro di cercare altre alleanze militari eccetto quelle che vengono offerte loro.
#11. Obbligo di allearsi con la Francia in caso di guerre o crisi globali
Più di un milione di soldati africani hanno combattuto per sconfiggere il nazismo e il fascismo durante la seconda guerra mondiale.
Il loro contributo è spesso ignorato o minimizzato, ma se si pensa che alla Germania furono sufficienti solo 6 settimane per sconfiggere la Francia nel 1940, quest’ultima sa che gli africani potrebbero essere utili per combattere per la “Grandeur de la France” in futuro.
C’è qualcosa di psicopatico nel rapporto che la Francia ha con l’Africa.
Primo, la Francia è molto dedita al saccheggio e allo sfruttamento dell’Africa sin dai tempi della schiavitù. Poi c’è questa mancanza di creatività e di immaginazione dell’elite francese a pensare oltre i confini del passato e della tradizione.
Infine, la Francia ha 2 istituzioni che sono completamente congelate nel passato, abitate da “haut fonctionnaires” paranoici e psicopatici che diffondono la paura dell’apocalisse se la Francia cambiasse, e il cui riferimento ideologico deriva dal romanticismo del 19° secolo: sono il Ministero delle Finanze e del Budget della Francia e il Ministero degli Affari esteri della Francia.
Queste 2 istituzioni non solo sono una minaccia per l’Africa ma anche per gli stessi francesi.
Tocca a noi africani liberarci, senza chiedere permesso, perché ancora non riesco a capire, per esempio, come possano 450 soldati francesi in Costa d’Avorio controllare una popolazione di 20 milioni di persone!?
La prima reazione della gente subito dopo aver saputo della tassa coloniale francese consiste in una domanda: “Fino a quando?”
Per paragone storico, la Francia ha costretto Haiti a pagare l’equivalente odierno di $21 miliardi dal 1804 al 1947 (quasi un secolo e mezzo) per le perdite subite dai commercianti di schiavi francesi dall’abolizione della schiavitù e la liberazione degli schiavi haitiani.
I paesi africani stanno pagando la tassa coloniale solo negli ultimi 50 anni, perciò penso che manchi un secolo di pagamenti!

giovedì 12 aprile 2018

File Cia desecretato, Hitler dopo la guerra vivo in Sudamerica

Lo rivela documento pubblicato su media Usa, c'e' anche una foto

giovedì 22 febbraio 2018

USA: Cannibal Club, il ristorante per cannibali e i suoi membri più famosi


In 10 anni di blog, penso di non aver mai letto un articolo più disgustoso di questo, penso che la reazione sarà identica per tutti coloro che leggeranno.
Devo dire che ho esitato un po' prima di decidere se pubblicarlo, ma poi l'onestà di raccontare sempre e comunque, quello che succede in questo folle mondo, ha avuto la meglio, nel rispetto della verità del gentile traduttore che mi ha inviato il testo (NdE).


Chelsea Clinton, Katy Perry e Meryl Streep
Cosa hanno in comune Katy Perry, Meryl Streep, Anderson Cooper e Chelsea Clinton? Hanno mangiato carne umana nel famigerato ristorante cannibale di Los Angeles, il Cannibal Club. 
Il ristorante privato ha operato a lungo sotto il radar a Los Angeles, con le voci che circolano su chi ha partecipato e ciò che è veramente servito a porte chiuse. Ora un documento del Cannibal trapelato ha esposto alcuni dei clienti "elitari " del famigerato ristorante. 
Il cannibalismo è più popolare di quanto potreste pensare...
Meryl Streep, Chelsea Clinton e Anderson Cooper della CNN detengono tutti l'iscrizione al Cannibal Club, secondo il documento. Katy Perry, che in precedenza ha detto che "il cannibalismo è molto più popolare di quanto si possa pensare" e "la carne umana è la carne migliore", ne è è anche una regolare commensale.
Vantandosi che il ristorante è "l' avanguardia della cucina sperimentale" e serve "l'élite culturale di Los Angeles", il sito web del Cannibal Club chiarisce che "sono specializzati nella preparazione della carne umana" che proviene da "corpi giovani e sani“.
I cuochi visitanti il Cannibal Club "provengono da tutto il mondo" e vengono a Los Angeles per "praticare il loro mestiere senza compromessi e senza limiti per convenzione", secondo il sito web del Cannibal Club.
"La nostra clientela esclusiva include noti cineasti, intellettuali e celebrità che hanno abbracciato gli ideali illuministici della libera espressione e del razionalismo. Nelle serate degli eventi, artisti d'avanguardia, celebrati personaggi letterari e musicisti innovativi intrattengono i nostri ospiti."Al Cannibal Club, celebriamo l'eccellenza artistica come naturale ed inevitabile espressione dello spirito umano sfrenato".
Biografie dei membri dello staff elencate sul sito web del ristorante Cannibal Club
Descrivendo ogni piatto come "studio di gusto ed eleganza", Lla chef de cuisine Sophie Laffite, spiega: "La carne che serviamo viene selezionata da giovani e sani. Coerentemente con la pratica del cannibalismo in molte società primitive, consideriamo l'antropofagia come un omaggio ai morti, che rinasce nei corpi dei loro consumatori".
Ma non pensare che puoi semplicemente entrare e controllare il posto. Il ristorante privato opera una severa politica di controllo, secondo il sito web:
"È necessario per noi operare privatamente e proteggere i nostri membri al fine di evitare interruzioni da parte dei meno illuminati“.
Il menu corrente elencato sul sito include Lombata (carne umana, alla griglia), Fegato e funghi Pirozhi ("una versione russa di pierogie, al forno piuttosto che bollita, con un gustoso ripieno di funghi selvatici e fegato umano") e Lasagne alla placenta ("una lasagna altrimenti tradizionale con uno strato di formaggio sostituito con la placenta tritata in salsa di pomodoro, condita con aglio, cipolla e origano". 
"Ogni volta che un tabù è rotto,
qualcosa di buono succede 
a volte vitalizzante"
Il motto di Cannibal Club è una citazione di Henry Miller
Elspeth Blake, la proprietaria del Cannibal Club che afferma di aver guadagnato le sue strisce lavorando sotto Vincent Sardi Jr. a New York, non ha immediatamente risposto alle nostre domande sulla provenienza della carne umana.
"Organi giovani e sani"
Nella sezione FAQ del sito web, Cannibal Club afferma:
"La maggior parte delle aziende e delle istituzioni che ci forniscono preferiscono mantenere tali rapporti discreti. A livello individuale, i corpi ci sono spesso lasciati in eredità. Per alcuni, questo è un modo per integrare l'assicurazione sulla vita e compensare le spese funerarie. Per gli altri, come il membro del Cannibal Club Gwendoline Fenwich, che è stato servito dai suoi amici e parenti al Club nel gennaio 2008, essere preparato come un pasto e rinascere nei corpi dei vivi, è un'alternativa interessante a le pratiche tradizionali di sepoltura e cremazione“.La rivelazione che le star di Hollywood, le pop star e le ancore della TV via cavo consumano carne umana quando sono a Los Angeles è solo l'ultimo esempio di figure pubbliche esposte come figure oscure, che godono nell'oscurità. Jay-Z ha descritto Gesù Cristo come "l'originale fake news" alla fine del 2017. Miley Cyrus ha detto "Ave Satana" in diretta radio e ha affermato di avere una relazione più stretta con il diavolo che con il suo "padre terreno", Billy Ray. Rihanna è stata sorpresa a dire ai bambini di Barbados che "se Gesù non ha risposto alle vostre preghiere, provate a pregare Satana".
Proprio la scorsa settimana, Chelsea Clinton ha dichiarato ai suoi seguaci di Twitter che il satanismo è una "religione" che merita "rispetto".
Questi incidenti hanno suscitato timori in tutto il mondo che gli Illuminati sono passati alla fase successiva del loro piano generale, e hanno iniziato a promuovere apertamente la spiritualità oscura come una scelta religiosa praticabile per coloro che cercano una guida.
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Baxter Dmitry scrive per il sito web Your News Wire. Si occupa di politica, affari e intrattenimento. @baxter_dmitry
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Tradotto per Voci Dalla Strada da L.G.

sabato 11 novembre 2017

L’OLOCAUSTO COMUNISTA, 100 MILIONI DI MORTI CHE LA STORIA OSCURA O NE PARLA IN MODO GENERICO



 

GLI ORRORI DEL COMUNISMO

Nazismo e comunismo sono due specie all’interno dello stesso genere. Entrambi vogliono costruire una società perfetta eliminando tutto ciò che si oppone al raggiungimento dello scopo. Eppure il primo è ricordato come un incubo, il secondo è solo rimosso dalla coscienza. Paradossale che proprio le truppe sovietiche dell’armata rossa, siano considerati gli scopritori e i salvatori di quello che rimaneva del campo di concentramento di Auschwitz nell’ormai lontano 27 Gennaio 1945…COME PUO’ AVER PIETA’ DEI PRIGIONIERI DI AUSCHWITZ UN REGIME CHE HA MASSACRATO IL SUO POPOLO?!… Gli orrori del comunismo in Italia sono un tabù, figuriamoci visto quello che passa la tv italiana non c’è da stupirsi.

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I crimini del comunismo non sono mai stati sottoposti a una valutazione legittima e consueta né dal punto di vista storico né da quello morale, o almeno in maniera troppo superficiale se paragonata al grande approfondimento che viene fatto sul nazismo, ma anche senza il paragone bisogna dire che l’argomento è troppo poco trattato.

La storia dei regimi e dei partiti comunisti, della loro politica, dei loro rapporti con le rispettive società nazionali e con la comunità internazionale non si riduce alla dimensione criminale e neppure a una dimensione di terrore e di repressione. Nell’urss e nelle «democrazie popolari» dopo la morte di Stalin, in Cina dopo quella di Mao, il terrore si è attenuato, la società ha cominciato a uscire dall’appiattimento, la coesistenza pacifica – anche se era «una continuazione della lotta di classe sotto altre forme» – è diventata una costante nei rapporti internazionali. Per quantificare gli orrori perpetuati dai regimi comunisti nel mondo, come spesso è stato fatto per nazismo e fascismo, possiamo fornire un bilancio in cifre, che, pur essendo ancora largamente approssimativo e necessitando di lunghe precisazioni, riteniamo possa dare un’idea della portata del fenomeno, facendone toccare con mano la gravità:
  • Urss, 20 milioni di morti,
  • Cina, 65 milioni di morti,
  • Vietnam, 1 milione di morti,
  • Corea del Nord, 2 milioni di morti,
  • Cambogia, 2 milioni di morti,
  • Europa dell’Est, 1 milione di morti,
  • America Latina, 150.000 morti,
  • Africa, 1 milione 700.000 morti,
  • Afghanistan, 1 milione 500.000 morti,
movimento comunista internazionale e partiti comunisti non al potere, circa 10.000 morti.

Il totale si avvicina ai 100 milioni di morti. LA LISTA DELLE VITTIME E’ STATA PRESA DA:

Libro nero del Comunismo, di Stéphane Courtois.
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Questi ebrei comunisti, fortemente rappresentati nell’apparato dell’Internazionale comunista, continuarono dopo la guerra a occupare posti chiave in parecchi partiti e apparati di Stato dell’Europa centrale. Nella sintesi sul comunismo ungherese, Miklos Molnar scrive:
Al vertice della gerarchia, i dirigenti sono quasi sempre di origine ebraica, come pure, sebbene in proporzione leggermente minore, nell’apparato del Comitato centrale, nella polizia politica, nella stampa, nell’editoria, nel teatro, nel cinema…La forte e indubbia promozione dei quadri operai non può nascondere il fatto che il potere decisionale appartiene, in larghissima misura, ai compagni provenienti dalla piccola borghesia ebrea. Il Libro nero del Comunismo, tratto da pag. 407
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Abbiamo il dovere di approfondire il più possibile abbiamo deciso di prendere uno dei tanti generi di orrori del comunismo, con lo scopo di sottolinearne la negatività e soprattutto con lo scopo puntualizzatore sul concetto che ogni tipo di regime rosso o nero che sia può solamente avere una risultante di “male puro”…dichiarare che comunque sia un regime che un altro hanno : “fatto qualcosa di buono”…”nonostante tutto”, è semplicemente dichiarare il falso con una superficialità aberrante. 85.000.000 di vittime: questo il costo del comunismo. Com’e’ potuto succedere che un ideale di emancipazione, di fraternità universale si traducesse in dottrina dell’ onnipotenza statuale, in discriminazione generalizzata di interi gruppi sociali o nazionali, in deportazioni di massa e in atroci stermini? Il rifiuto sempre più generalizzato del comunismo, l’accesso a numerosi archivi fino a ieri segreti, il moltiplicarsi delle testimonianze contribuiscono a mettere in luce una verità destinata a diventare presto scontata: i paesi comunisti si sono dimostrati molto più efficienti nella produzione di gulag e di cadaveri che in quella di grano e di beni di consumo.
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Il testo di Armando De Simone e Vincenzo Nardiello, “Appunti per un libro nero del comunismo italiano“, ripercorre le vicende più oscure del Pci.  Un libro dove si raccontano i crimini, gli abomini commessi  dai nostri “eroi partigiani”. Tra cui il nucleo della brigata “Garibaldi” . Dove si racconta la storia (tra le tante) di Ines Gozzi, una giovane di Castelnuovo Rangone (MO), studentessa universitaria. Trucidata e seviziata davanti al padre
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DISEGNI DEL GULAG” di Danzica Baldaev (1925 – 2005)
Danzig-Baldaev                       Drawings from the Gulag
Non è molto chiara la sua biografia, si sa poco su di lui. Secondo alcuni era un ex membro dell’ NKVD, la polizia segreta dell’Unione Sovietica, secondo altri una semplice guardia carceriera. Di tutte le sue opere questo libro è il più prezioso, mostra l’incubo del genocidio sovietico attraverso disegni che ricostruiscono le torture, gli abusi la fame e le atroci violenze sessuali subite dalla donne, per la quale nessuna mente civilizzata osa pensare.
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 Un uomo umilia un prigioniero urinandogli in testa.
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 Un uomo subisce una tortura con un attizzatoio rovente.
3
 Cadaveri in eccesso smaltiti attraverso buche nel ghiaccio, inghiottiti poi dall’acqua.
4
 300 gr. di pane pare che fosse il salario quotidiano dei prigionieri messi ai lavori forzati. Il loro destino era comunque la morte, o per fame o per il freddo.
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Le giovani donne che si rifiutava di avere rapporti sessuali venivano legati agli alberi “per le formiche e le zanzare”. Per lasciare che le formiche le entrassero all’interno, attraverso un tubo (o qualcosa che mantenesse aperta la vagina), per far si che venissero divorate dall’interno!
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Ma perché gli ORRORI del REGIME COMUNISTA sotto il controllo di Stalin non ci vengono raccontate MINUZIOSAMENTE con INVESTIGAZIONI (fin troppo eccessive) come con i regimi FASCISTA o NAZISTA?…con addirittura il motto
 “PER NON DIMETICARE” o “MAI PIU'”.
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Abbiamo preso alcuni scritti tratti dal libro Massoneria e sette segrete La faccia occulta della storia di Epiphanius. Che argomenta cosi la questione SOVIETICA-COMUNISTA:
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NOTA1:
Degna di nota è la composizione della prima amministrazione bolscevica della rivoluzione, dove, SU 545 MEMBRI, BEN 447 ERANO ISRAELITI, a riscontro di quello che lo stesso Lenin (anch’esso ebreo) aveva a suo tempo annunciato: “GLI EBREI FORMERANNO I QUADRI PRINCIPALI DELLA RIVOLUZIONE E PORTERANNO LA SEMENZA DEL SOCIALISMO FRA LE MASSE RUSSE PIU’ ARRETRATE”. Nel settembre 1991 Guy Konopniki, rivolgendosi dalle colonne della rivista Information Juive alla comunità ebraica francese, esclamava: “Il comunismo era anche una storia ebraica, che ci piaccia o no! (PAG.213)
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NOTA2:
Touati intendeva certamente alludere alle persecuzioni scatenate da Stalin contro il suo
popolo: ma anche nell’Arcipelago Gulag ci si imbatte nel paradosso di personaggi di origine ebraica posti a capo dell’universo concentrazionista: “Sotto Stalin nel 1934-35 il capo della Direzione generale dei campi di concentramento era Matvei Davidovich Berman e suo assistente Semen Grigorievich Rappoport. Nella regione del Mar Bianco il capo era Lazar Iosifovich Kogan e quello del settore Mar Bianco-Baltico, Semen Grigorievich Firine. Il capo della Direzione generale delle prigioni è un altro ebreo di nome Apetter. Essi “funzionavano” sotto l’alta autorità del loro correligionario G. G. Yagoda, Commissario del Popolo per gli Affari Interni (GPU), che fu uno dei più crudeli torturatori della polizia politica sovietica. Il suo assistente, ugualmente ebreo, si chiamava Sorensen, detto Jakov Saulovic Agranoff, mentre il capo della Direzione principale della polizia era Lev N. Belski, suo correligionario. Allorché Stalin, dopo l’espulsione di Trotzki e di altri vecchi compagni (Kamenev, Zinoviev, Smirnoff), appariva come il padrone assoluto dell’URSS, il segretariato del comitato centrale del Partito, di cui era a capo, aveva per titolare un israelita della vecchia guardia, L. M. Kaganovich, di cui Stalin aveva sposato la sorella, Rosa Kaganovich. […] erano ugualmente israeliti: il capo della sezione di propaganda antireligiosa dell’Armata Rossa, Bloch detto Strutchhoff […]; Wallach Finkelstein, detto Maxim Litvinov, commissario agli Affari esteri; […] Stermann, detto Ivan Maisky, ambasciatore a Roma; […] ecc.”33 (PAG.213-214)
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NOTA3:
giornale britannico Times il 10 marzo 1920 confermando i finanziamenti ebraici, faceva anche
allusioni ad un “complotto”: “Si può considerare ormai come accertato che la rivoluzione bolscevica del 1917 è stata finanziata e sostenuta principalmente dall’alta finanza ebraica attraverso la Svezia: ciò non è che un aspetto della messa in atto del complotto del 1773”. Nasceva dunque il primo grande paese comunista (PAG.215)
QUESTI ALCUNI SPUNTI CHE COMUNQUE INVITIAMO VIVAMENTE ALLA LETTURA DELL’INTERO LIBRO, CHE POTRETE SCARICARE IN FORMATO PDF 
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Tra il 1917 e il 1939 uno specifico sottoinsieme di ebrei (gli ebrei bolscevichi) aveva il controllo quasi totale della Russia. Durante tale periodo gli ebrei bolscevichi perseguitarono i russi e, in particolare, i cristiani ortodossi con un vero e proprio odio genocida. Questo è un fatto storico, di cui la maggior parte dei russi è assai consapevole, sebbene questo sia ancora considerato uno psicoreato nella maggior parte dei circoli occidentali. È altrettanto importante sottolineare qui che gli ebrei bolscevichi perseguitarono non solo i cristiani ortodossi, ma tutti i gruppi religiosi, compresi, tra gli altri, anche gli ebrei. Putin è ben consapevole di tutti questi fatti, che ha affrontato quando ha parlato a un gruppo di ebrei a Mosca: clicca sull’immagine…Tratto da: Putin e Israele: un rapporto complesso e ricco di stratificazioni

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IL LATO SATANICO DEL COMUNISMO, OSCENITA’ BLASFEME, VIOLENZE ESTREME SUI RELIGIOSI CRISTIANI
TRATTI DAL LIBRO: L’ALTRA FACCIA DI KARL MARX di Wurmbrand Richard
Si può capire che i comunisti arrestassero preti e pastori perché li consideravano contro-rivoluzionari. Ma perché i preti venissero costretti dai marxisti nella prigione romena di Pitesti a dir Messa sullo sterco e l’urina? Perché venivano torturati cristiani col far loro prendere la Comunione usando questi come elementi? Perché lo scherno osceno della religione? E perché al prete romeno-ortodosso Roman Braga
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che conoscevo personalmente e allora era prigioniero dei comunisti – attualmente risiede negli Stati Uniti – perché gli vennero schiantati i denti ad uno ad uno con una verga di ferro, per renderlo blasfemo?
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I comunisti avevano spiegato a lui e ad altri: «Se vi uccidiamo, cristiani, andate in paradiso. Ma non vogliamo che vi diano la corona del martirio. Dovrete prima bestemmiare Iddio, e poi andare all’inferno».

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Nella prigione di Pitesti i comunisti costringevano un prigioniero molto religioso ad essere «battezzato» ogni giorno con l’immergergli il capo nel «bugliolo» nel quale i prigionieri facevano i loro bisogni; e frattanto obbligavano gli altri prigionieri a cantare le funzioni battesimali. Uno studente di teologia dovette rivestire lenzuoli bianchi (per imitare le vesti di Cristo) e gli fu appeso al collo un’immagine blasfema di Cristo. I cristiani venivano picchiati fino a farli impazzire per costringerli a inginocchiarsi di fronte a quell’immagine. Dopo di averla baciata, venivano costretti a recitare parte della liturgia. I prigionieri venivano costretti a togliersi i calzoni e sedersi con i glutei nudi su Bibbie aperte. Simili cose vennero perpetrate per almeno due anni con la piena conoscenza delle gerarchie superiori del Partito.
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Che cosa ha a che fare tutto ciò con il socialismo e col benessere del proletariato? Non sono, queste indegnità, puri e semplici pretesti per organizzare orge e blasfemi satanici? Si suppone che i marxisti siano atei che non credono nel paradiso e nell’inferno. In queste estreme circostanze il marxismo si è tolto la maschera ateistica rivelando il proprio vero volto, che è il satanismo. La persecuzione comunista della religione può avere una spiegazione umana: la furia di questa persecuzione oltre ogni ragione, è satanica. Così è accaduto anche nelle prigioni romene e nell’Unione Sovietica, dove monache che non vollero rinnegare la loro fede furono sodomizzate, e ragazze battiste furono violentate . Molti morirono come martiri, ma ciò non soddisfaceva i comunisti.
Mediante la tecnica luciferina fecero che i martiri morissero blasfemi, nel delirio provocato dal parossismo delle torture. La dissacrazione satanista di chiese cattoliche si è avuta nel 1970 in Upyna, Dotnuva, Zanaiciu, Kalvarija, Sede, ecc…, località della Lituania sovietica. L’ultima di cui ci risulta è avvenuta in Alsedaai il 22 settembre 1980 . Nel 1923, c’erano stati nell’Unione Sovietica finti processi a Dio, alla presenza di Lev Trotsky (1879-1940) e di Lunacharskij .
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Ma queste non sono soltanto cose d’altri tempi. Nel suo libro Psychiatric Hospital 14 Moscow, Georgi Fedorov racconta della conversazione col suo psichiatra Dr. Vladimir Levitskij a proposito del cristiano Argentov che era detenuto in quell’ospedale. Il medico disse: «Voi volete tirare il vostro amico Eduard verso Dio, e noi verso il diavolo. Così io mi valgo dei miei diritti come psichiatra di inibire a voi ed ai vostri amici l’accesso a lui». A Chiasso, nell’Angola comunista, i marxisti macellarono animali nella chiesa e ne posero le teste sull’altare e sul pulpito. Un manifesto proclamava: «Questi sono gli dèi che voi adorate». Il pastore Aurelio Chicanha Saunge fu ucciso insieme con centocinquanta suoi parrocchiani. Il prete cattolico lituano Eugene Vosikevic è stato ucciso. Evidentemente i comunisti avevano svolto un rito satanico, perché si trovò che la sua bocca era stata riempita di pane .
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Vetchennaia Moskva, un giornale comunista, ebbe un lapsus calami, un errore involontario di penna; infatti, scrisse: «Noi non combattiamo contro i credenti e neanche contro i preti. Combattiamo contro Dio per portargli via credenti» . La lotta contro Dio per portargli via i suoi credenti è la sola spiegazione logica della lotta comunista contro il battesimo. 
(Per saperne di più: Appello per conoscere la verità sull’invenzione più diabolica della storia: l’esperimento Pitesti. “La più tremenda barbaria del mondo contemporaneo”. Alexandr Soljenitîn)
Video: testimonianza di Aristide Ionescu. “Il genocidio delle anime”: l’esperimento Pitesti – rieducare con la tortura – di Sorin Iliesiu
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Svetlana Alliluyeva, figlia di Stalin,
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ricorda inoltre che Stalin considerava la bontà e l’amore misericordioso peggiori del più grande delitto. Un simile clero satanico domina su più di metà dell’umanità, e ordina atti di terrorismo per tutto il mondo.
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E ANCORA PER UN ULTERIORE APPROFONDIMENTO VI CONSIGLIAMO LA LETTURA DI QUESTO ARTICOLO:

Ebrei, comunismo, Unione Sovietica e sionismo: una panoramica

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(L’immagine raffigura la bandiera rossa e l’alfabeto ebraico)
In conclusione, per cosi dire… possiamo solo continuare  a indagare, con la speranza che questa raccolta di scritti sia per voi da stimolo per iniziare a indagare sulla terribile storia dell’inizio XX secolo. Che a quanto pare la storia ufficiale, scolastica, mediatica tende a nascondere diversi fatti e a parlare fin troppo di altri.
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sabato 4 novembre 2017

Firenze: le contraddizioni di Nardella

Della serie le contraddizioni della giunta comunale di Firenze e dei politici in generale.

Da alcuni mesi a Firenze sono state fatte fare sui marciapiedi vari tipi di scritte, che mettono in guardia dal fare varie attività illegali.Sotto ne vedete alcuni esempi:

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Non acquistare da venditori illegali

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Non lasciare rifiuti ingombranti in strada
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Se non pulisci gli escrementi del tuo cane  l'animale sei tu e rischi una multa da 160 Euro
Sembrerebbero tutte iniziative lodevoli se non ci fossero poi alcune evidenti contraddizioni. Guardate l'immagine qui sotto. Questa "opera d'arte" è stata piazzata in mezzo a piazza della Signoria, il salotto buono della città. Che vi sembra? E quanto era grosso il cane che è passato di lì.

 




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Tutti quelli che passano di lì, esclamano: E' una cagata pazzesca! Quanto ha incassato il comune di Firenze per esporre un "opera" del genere?

Camera, portaborse in rivolta: «Stufi di lavorare in nero»

 Stufi di lavorare in nero. Talmente in nero che c'è chi li chiama collaboratori parlamentari, portaborse, chi segretari, chi addetti stampa. Questa mattina alla Camera, i portaborse sono scesi (idealmente) in piazza. Indicendo una conferenza stampa per dire basta.




Ad oggi funziona più o meno così: che il rapporto tra il politico e il collaboratore è esclusivamente

riconducile ad una trattativa tra le parti. Il che significa che c'è chi guadagna un tot e chi viene

pagato a nero, c'è chi ha un contratto di lavoro subordinato e chi un lavoro a chiamata, c'è chi può

contare sul pagamento degli oneri previdenziali e chi no. Ora, però dicono basta, appunto, e chiedono che il Parlamento italiano «cacci fuori tutti questi angoli grigi» e che il sistema sia regolamentato.



«Perchè questo vuol dire - ha spiegato in conferenza stampa Riccardo Malavasi, presidente dell'associazione italiana collaboratori parlamentari - investire sulla democrazia e non percorrere la strada

dell'antipolitica».



«Ad oggi è impossibile finanche sapere quanti siamo - ha detto Malavasi - e in un sistema non

regolamentato si possono creare irregolarità di lavoro. Noi non possiamo accedere alla Camera e al

Senato, non possiamo accedere e seguire le commissioni parlamentari, tutte cose che rendono il lavoro meno professionale».



«Sono stati approvati degli odg al bilancio 2013 e 2014; la commissione Lavoro ha iniziato l'analisi di disegni di legge ma la strada non ha funzionato - ha approvato - Una proposta di legge è stata approvata alla Camera ma poi si è fermata al Senato. Insomma nessuna risposta per una questione che gli uffici di Presidenza potrebbero risolvere».



Ed oggi una prima risposta è arrivata da Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro della Camera, che ha assistito alla conferenza

stampa. «In commissione Lavoro la proposta è già incardinata - spiega - ho sospeso tutto in attesa dei

decreti attuativi dei jobs act. Appena arriveranno, penso tra 15 giorni, riprenderemo l'iter già

incardinato. Incontriamoci ma ho abbastanza fiducia che si vada avanti».


 Fonte


Commento di Oliviero Mannucci: Che ne dice Nardella? La mettiamo qualche scritta sui marciapiedi che vieta di assumere porta borse a nero. O che vieta ai comuni di fare una miriade di consulenze inutili, per finanziare sottobanco il partito? Anche tutto ciò è illegale, ma  chi ci governa a livello nazionale e locale continua a farlo. Che vergogna!












sabato 28 ottobre 2017

MOSTRUOSO MA VERO – Ex Manager Dichiara: “Alle Case Farmaceutiche Non Importa Guarirvi. Voi Non Siete Pazienti, Siete Consumatori”

«Ho speso 35 anni della mia vita lavorando nell’industria farmaceutica … e loro non fanno altro che annientare la popolazione di questo mondo … perché lo fanno?
 
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Perché vogliono fare soldi, soldi, soldi … A loro non importa della vostra vita, a loro importa solo del loro portafogli … Non sono interessati a curare nessuna delle vostre malattie: tutt’altro. Sono interessati a farvi prendere NUOVE malattie … Voi per loro non siete pazienti. Siete consumatori.»

Chi parla è John Rengen Virapen, ex rappresentante di commercio per la filiale Eli Lilly & Co, uno dei colossi farmaceutici mondiali che compongono la Big Pharma. Virapen non è un santo, ma un pentito. La sua testimonianza è visibile su un video diffuso da Youtube (che è in fondo all’articolo), un estratto dal Convegno AZK che si tenne in Germania nel maggio 2009. Un anno dopo, lo stesso Virapen pubblicò un libro per raccontare nel dettaglio i meccanismi che stanno alla base del mercato dei medicinali. Il libro si titola “Side effects: Death. Confessions of a Pharma-Insider” (“Effetti collaterali: morte. Confessioni di un membro interno della Pharma”) ed e disponibile anche su Amazon.

Nel libro, Virapen si sofferma a lungo nel raccontare il caso “Prozac”.
«Io ho corrotto il governo svedese per ottenere l’autorizzazione a vendere il Prozac in Svezia. E la Svezia ha il Premio Nobel per la Medicina. E così l’evento è stato un esempio per gli altri paesi. Perché l’ho fatto? Perché la società mi disse che la mia carriera professionale avrebbe potuto dipendere da questo…»
Nato in Guyana (Sud America) da genitori indiani, nel 1960 Virapen emigrò in Europa, affamato e senza casa. Presto si trasferì in Svezia, mosso dall’amore per una donna che incontrò nei suoi viaggi. E lì ottenne un lavoro come rappresentate di commercio per la Eli & Co. Virapen contattava i medici locali, li corrompeva con piccoli regali e li incoraggiava a prescrivere farmaci della sua azienda. Così iniziò la sua scalata professionale alla Lilli & Co, di promozione in promozione, fino a diventarne un dirigente. Oggi Virapen è in pensione e – reo confesso – punta il dito sul sistema, denunciando il meccanismo che muove tutto il mercato delle industrie farmaceutiche. Secondo l’ex dirigente, le lobby farmaceutiche hanno il solo scopo di fare sentire le persone malate e di proporre loro nuovi farmaci.
Non sappiamo cosa abbia mosso Virapen a una denuncia tanto trasparente, tuttavia la sua non è una voce isolata.
Gli effetti collaterali sono alla base della medicina allopatica e, come abbiamo già spiegato più volte in questo blog, sono sempre presenti. E così il paziente che prende un antinfiammatorio per curare un dolore muscolare, danneggia inevitabilmente il suo stomaco, poiché i FANS agiscono bloccando la produzione di prostaglandine, una proteina che viene secreta nel corpo in caso di infiammazione ma che, allo stesso tempo, è sempre presente a livello della mucosa gastrica con lo scopo di proteggere lo stomaco.
Le terapie sintomatiche, come accusa Virapen, sfruttano gli effetti collaterali per creare dipendenza dai farmaci. Il paziente guarisce da una malattia, ma poi ne manifesta un’altra. E allora torna a rivolgersi dal medico.
Come si potrebbe evitare tutto questo?
Il nostro corpo in realtà è una macchina perfetta che ha già dentro di sé tutte le risorse per auto-guarirsi. Qualsiasi medicina prendiamo, alla fine è il nostro sistema immunitario che ci permette di recuperare la nostra salute. Infatti ogni sostanza non è altro che un informazione che diamo al nostro corpo affinché esso compia un comando. Il sistema immunitario legge l’informazione e provvede ad auto-rigenerarsi. Prima della medicina farmaceutica, l’uomo si curava riequilibrando le informazioni del proprio corpo in diversi modi. Nel libro The Healing Code, il dottor Alexander Loyd spiega che la storia dell’uomo può essere divisa in cinque “età” della guarigione: preghiera, fitoterapia, farmaci, chirurgia ed energia.
La preghiera è stato il primo modo con cui l’uomo cominciò a comunicare con il suo inconscio, che è la parte della nostra mente che regola tutte le nostre funzioni biologiche. Poi la fitoterapia sfruttò le informazioni di determinate piante o minerali o vitamine; successivamente si sviluppo la farmacia, che cura attraverso la somministrazione di sostanze chimiche (le quali, però, hanno sempre effetti collaterali); infine è arrivata la chirurgia, che “rimuove” il problema attraverso un intervento operatorio.
E l’energia?
L’energia è l’ultima frontiera della medicina, quella che il dottor Giuseppe Genovesi, presidente dello PNEI, ha già definito la Medicina Moderna. Essa si sviluppa in seguito alle scoperte della Fisica Quantistica, da Albert Einstein in avanti, ma in realtà fonda le sue origini in tempi molto più antichi: la medicina tradizionale cinese, infatti, già seimila anni fa curava riequilibrando i flussi di energia nel nostro corpo attraverso l’agopuntura o i cinque elementi.
Oggi, il Metodo RQI del dr. Marco Fincati attinge al sapere antico e lo fonde con quello più recente, basandosi su un modus operandi scientifico e, quindi, riproducibile da chiunque. Se il nostro corpo ha già tutte le risorse per auto-star-bene, tutto quello che ci serve per la nostra salute è maggiore consapevolezza in quello che siamo. E allora saremo davvero liberi dal sistema, dai farmaci e dai loro effetti collaterali.
via Zapping
Fonti:
The Healing Code: http://thehealingcodes.com/